Il mercato europeo dei componenti elettronici ha accelerato bruscamente nel secondo trimestre del 2026, raggiungendo 5,0 miliardi di euro (+31,7%), con una dinamica ampia ma disomogenea in tutta la regione. L’Europa meridionale è rimasta leggermente più debole, sebbene Francia (+24,8%), Italia (+18,0%) e Penisola Iberica (+22,3%) abbiano continuato a espandersi solidamente. L’Europa settentrionale e centrale hanno tutte superato la soglia del 30%, guidate dall’Irlanda (+55,4%) come mercato in più rapida crescita, mentre la Germania, la più grande economia regionale, ha registrato un incoraggiante +36,3%. L’eccezionale impennata in Israele (+83,8%) riflette una forte domanda nei settori aerospaziale, difesa e AI/cloud, particolarmente dinamici nell’ecosistema israeliano. I Paesi nordici (+35,9%), l’Austria (+37,5%) e il Benelux (+30,2%) hanno ottenuto solidi guadagni a due cifre.
Fattori chiave del trimestre
- La distribuzione europea di componenti cresce del +31,7% a 5,0 miliardi di euro.
- I semiconduttori aumentano del +40,2% a 3,2 miliardi di euro.
- Interconnessione, passivi ed elettromeccanica aumentano del +19,3% a 1,8 miliardi di euro.
- L’industria elettronica europea avanza costantemente, ma rimane a rischio a causa delle tensioni geopolitiche e di potenziali interruzioni delle infrastrutture energetiche.
Commento del presidente
“Il panorama globale dei semiconduttori sta cambiando a una velocità notevole, con una crescita straordinaria segnalata da WSTS in Cina e in tutta l’Asia, mentre l’Europa vede i suoi impulsi più forti nella memoria, trainata da forti aumenti di prezzo e ordini di inventario elevati”, afferma Hermann Reiter, Presidente di DMASS Europe. “Rispetto ai picchi negli Stati Uniti e in Cina, l’espansione complessiva dell’Europa rimane più moderata, ma la natura trasversale dell’elettronica continua a offrire la speranza che la domanda industriale possa guadagnare slancio in modo più stabile e sostenibile. La nostra forza risiede nella combinazione della profonda competenza applicativa europea con i casi d’uso emergenti guidati dall’IA. Restiamo cautamente ottimisti, ma consapevoli che le tensioni globali e la volatilità del mercato richiedono molta attenzione mentre navighiamo in questo ambiente in evoluzione.”
Andamento per prodotto
Dal punto di vista dei prodotti, la ripresa del Q2 riflette un più ampio rimbalzo industriale in tutta la base manifatturiera europea. La domanda dei settori automazione, energia e infrastrutture è rimasta il motore di crescita chiave, supportata da rinnovati investimenti nella modernizzazione digitale e industriale. La memoria (+189,0%) si è distinta con una crescita straordinaria, anche guidata dai prezzi, riflettendo sia i vincoli globali di offerta che lo slancio speculativo. Altre aree hanno iniziato a mostrare i primi segni di irrigidimento e inflazione dei costi, suggerendo che l’attuale fase di espansione potrebbe presto incontrare pressioni sulla capacità e sui prezzi dovute a vincoli globali di offerta e slancio speculativo.
Semiconduttori (Q2)
La distribuzione europea di semiconduttori è salita a 3,2 miliardi di euro (+40,2%) nel Q2, trainata da un mix di effetti sui prezzi, rinnovati investimenti industriali e forte domanda dai settori aerospaziale, difesa e AI/cloud. I mercati più dinamici sono stati Israele (+105,7%) e Irlanda (+84,4%), che riflettono una rapida espansione in Israele nei settori aerospaziale e difesa e nei settori high-tech e data center. La regione D-A-CH ha performato fortemente — Germania (+45,1%), Svizzera (+44,7%) e Austria (+51,8%) — mentre parti dell’Europa meridionale, tra cui Italia (+22,5%) e Penisola Iberica (+22,6%), sono rimaste più deboli.
Sul lato dei prodotti, la memoria (+189,0%) ha dominato la crescita, alimentata da colli di bottiglia globali della capacità e aumenti di prezzo che ora sono visibili in tutta la distribuzione europea. I dispositivi discreti (+26,5%), i sensori e attuatori (+15,0%), l’analogico (+28,8%) e la potenza (+13,4%) hanno continuato a espandersi costantemente, mentre l’optoelettronica (+1,6%) e la logica standard (+8,2%) sono rimaste sotto pressione a causa della digestione delle scorte e di design-in più lenti. Nel complesso, il mercato mostra uno slancio forte ma disomogeneo. Le prospettive rimangono positive, supportate dall’automazione e dagli investimenti governativi nell’indipendenza tecnologica europea, sebbene temperate dall’incertezza geopolitica, dalla volatilità dei prezzi dell’energia e dai flussi commerciali mutevoli.
Componenti di interconnessione, passivi ed elettromeccanici (IP&E) (Q2)
La distribuzione europea di IP&E ha raggiunto 1,8 miliardi di euro (+19,3%) nel Q2, riflettendo una ripresa più uniforme in tutta Europa. Lo slancio più forte è arrivato da Israele (+41,9%), Turchia (+27,1%), Altri (+25,6%) e Europa orientale (+25,5%), mentre il mercato core tedesco (+21,0%) ha registrato una crescita solida. In contrasto con il trend dei semiconduttori, l’Irlanda (+11,6%) si è classificata all’estremità inferiore.
Sul lato dei prodotti, il settore IP&E fornisce una misura più chiara della domanda industriale genuina dell’Europa, poiché rimane meno influenzato dalla speculazione globale sui prezzi e dalla volatilità legata all’IA. La crescita nei passivi (644,5 milioni di euro, +20,2%) e nei componenti elettromeccanici (1,0 miliardo di euro, +18,8%) riflette un’espansione costante guidata dalle applicazioni piuttosto che effetti inflazionistici. L’unica eccezione notevole sono i condensatori al tantalio (+35,6%), dove le carenze guidate dall’IA hanno iniziato a influenzare prezzi e disponibilità. Nel complesso, l’IP&E conferma la forza industriale sottostante dell’Europa — una ripresa costante e guidata dalla domanda, modellata da reali esigenze applicative.
Conclusioni del presidente
Il presidente Hermann Reiter ha concluso: “Il secondo trimestre ha ulteriormente rafforzato lo slancio positivo stabilito nel Q1, con quasi tutte le regioni che hanno riportato guadagni sostanziali in tutti i gruppi di prodotti chiave. Allo stesso tempo, dobbiamo riconoscere il contesto geopolitico — Orgalim avverte esplicitamente che le crescenti tensioni, in particolare il conflitto in Iran e il suo potenziale impatto sulle infrastrutture energetiche europee, rappresentano un serio rischio di shock esterni. Il compito ora è tradurre lo slancio in progresso sostenuto, maggiore resilienza e una posizione strategica più forte, riducendo la fragilità della catena di approvvigionamento, gestendo la volatilità del mercato energetico e plasmando un panorama elettronico competitivo e pronto per il futuro.”
