Il termine “sostenibilità”, all’interno del panorama industriale contemporaneo è spesso
male utilizzato, interpretato quasi come un requisito necessario per una buona pratica di
marketing. Per fortuna esiste però un ecosistema di realtà che hanno trovato naturale, in
base ai propri valori, trasformare questo concetto in un pilastro identitario, spingendosi al
di fuori dei confini della fabbrica. Ciò viene fatto per abbracciare in modo differente il
mondo consumer, formato da un tessuto sociale che, come priorità, richiede una continua
campagna di sensibilizzazione collettiva su ambiente, sprechi e riutilizzo. Proprio come
Antoine Lavoisier affermava “nulla si crea o si distrugge ma tutto si trasforma”, anche
l’industria attuale è soggetta a questa conclusione. È il caso del gruppo Cebon,
proprietario dei marchi GP Batteries e GPBM – Distributore GP Batteries in Italia. In
particolare GP Batteries, colosso con oltre 60 anni di esperienza nella produzione di
batterie e soluzioni per l’alimentazione, non si limita soltanto a ricerca, innovazione e
produzione (con il più basso impatto ambientale possibile) poiché prosegue un forte
impegno verso una missione più complessa: educare al consumo consapevole e
proteggere l’ambiente attraverso il sostegno a chi, ogni giorno, opera sul campo.
Per Cebon Industrial, l’impegno sociale è il naturale proseguimento di un’etica produttiva
rigorosa. L’azienda sostiene da sempre la produzione innovativa, importante tanto quanto
cercare di pesare sull’ambiente il meno possibile. Questa filosofia si manifesta nella
costante ricerca di soluzioni che riducano l’impronta ecologica lungo l’intero ciclo di vita del
prodotto.
Mentre il mercato, per svariate motivazioni, è ancora molto legato all’usa e getta, Cebon
Industrial, attraverso GP Batteries, punta su durabilità e ricarica. Ogni batteria ricaricabile
prodotta con tecnologie innovative rappresenta non solo un traguardo, ma un atto di
responsabilità: se una singola unità può sostituire centinaia di pile alcaline, è possibile
ridurre drasticamente il volume di rifiuti destinati allo smaltimento. Non solo il prodotto ma
anche la confezione: il packaging ha subito una rivoluzione silenziosa con la graduale
sostituzione della plastica a favore di carta certificata FSC e l’uso di inchiostri a base di
soia. Per GP Batteries ogni dettaglio è pensato per evitare di lasciare tracce superflue sul
pianeta.
Non a caso GP Batteries è stata tra le prime aziende del settore a ottenere certificazioni
come la “Zero Waste to Landfill”, a testimonianza del fatto che la riduzione degli sprechi
non è soltanto un obiettivo ma una pratica quotidiana interna agli stabilimenti.
L’innovazione, dunque, non è fine a sé stessa o un qualcosa per mostrare il progresso più
spinto, ma uno strumento che consente di abilitare un cambiamento culturale nel
consumatore, che può essere guidato verso scelte meno impattanti.
Il legame con l’associazione 5R Zero Sprechi prosegue e si rafforza anche per i progetti
futuri che l’associazione metterà in campo. Marco Migliorati di 5R Zero Sprechi seguita: “È
la dimostrazione questa che l’impegno non conosce intermittenze se nasce e si basa sulla
consapevolezza che la sfida climatica richiede costanza.” la tecnologia può avere molte
sfaccettature e diventare anche un plus al servizio della natura. In questo contesto, la
sensibilizzazione del consumatore è l’ultimo, decisivo anello della catena. “Insegnare che
una batteria esausta non è un rifiuto indifferenziato, ma una risorsa che deve essere
riciclata, o allo stesso modo raccogliere un mozzicone, fa la differenza.” prosegue
Migliorati. Ed è per questo che promuovere un consumo consapevole e l’attenzione per
l’ambiente sono parte integrante della missione aziendale del Gruppo Cebon.
La responsabilità di una grande azienda
In un’epoca in cui il consumatore auspica che le imprese prendano una posizione riguardo
a tematiche sociali e ambientali Negri risponde: ”Oltre a fornire energia ai dispositivi di uso
quotidiano, l’impegno è quello di generare un’energia differente, per la comunità.
Sostenere Zero Sprechi significa credere in un futuro dove l’economia circolare non è
un’utopia, ma una realtà condivisa.” Conclude Negri: “Oggi non parliamo di fatturati o di
quote di mercato, ma di una scelta di campo ricordandoci che essere grandi significa
anche avere grandi responsabilità. Verso i lavoratori, i consumatori e, soprattutto, verso
quella “casa” comune che chiamiamo Terra.”
