Il cambiamento nelle priorità di acquisto:
perché il prodotto migliore non sempre vince

Dan Ford, VP of Sales – EMEA presso Farnell, ritiene che gli ingegneri siano passati dal dare priorità al prodotto tecnicamente migliore alla scelta di componenti che offrano una compatibilità strategica e una sostenibilità a lungo termine.
I professionisti degli acquisti nel settore elettronico affrontano sempre un dilemma quando cercano di reperire prodotti: devono decidere i criteri da utilizzare per stabilire quali siano i più adatti. Ci piace pensare che i prodotti vengano selezionati dopo ricerche meticolose per trovare il componente ottimale per il lavoro in questione, ma spesso la realtà è diversa.
La tendenza a dare priorità all’acquisto di un prodotto che non è tecnicamente il migliore per il compito da svolgere non nasce da pigrizia o ignoranza. Tutt’altro: gli ingegneri, alle prese con cicli di sviluppo brevi e pressioni sulla catena di fornitura, prendono decisioni basate su considerazioni legittime come il time-to-market e la sostenibilità a lungo termine. I componenti ritenuti “abbastanza buoni” vengono scelti se soddisfano i requisiti di progettazione di base e si allineano agli obiettivi strategici, che possono includere la stabilità del fornitore, la compatibilità con l’ecosistema, l’efficienza del ciclo di vita e la scalabilità futura, e persino la mitigazione del rischio.
Un prodotto tecnicamente superiore (ma forse meno sostenibile) può essere scartato perché il responsabile del procurement si concentra sulla scelta di una soluzione strategicamente allineata, in grado di offrire un valore complessivo maggiore. La verità è che a parità di funzionalità, il che è comune tra i componenti della maggior parte dei fornitori, un prodotto “abbastanza buono” potrebbe dare ai progettisti maggiore flessibilità. Probabilmente soddisferà anche le esigenze di contenimento dei costi di progettazione, mentre la familiarità con il tipo di componente ne faciliterà l’integrazione.
I nuovi prodotti richiedono un investimento considerevole
La maggior parte degli ingegneri sa che dover passare da un produttore di componenti elettronici e semiconduttori a un altro per reperire un prodotto tecnicamente migliore comporterebbe un investimento significativo, sia in nuovi strumenti sia nel tempo necessario per familiarizzare con l’architettura dei prodotti del nuovo fornitore. In genere, il passaggio a un nuovo fornitore implica una curva di apprendimento molto ripida, soprattutto in termini di formazione e di conoscenza di tutta la documentazione pertinente. Piuttosto che correre il rischio per ottenere il prodotto migliore, per gli ingegneri è molto più semplice restare con il fornitore attuale, un partner affidabile in grado di supportare le esigenze di progettazione presenti e future.
La sostenibilità è un’altra considerazione chiave per chi si occupa di procurement, inclusa la valutazione della frequenza con cui i componenti dovranno essere sostituiti rispetto ad altri. In questo processo decisionale rientrano tutti i costi aggiuntivi di produzione e logistica, oltre al tempo perso e allo smaltimento delle parti esaurite. Ha più senso scegliere prodotti che riducono gli sprechi e minimizzano l’impatto ambientale. Questi prodotti spesso si allineano strettamente agli obiettivi di sostenibilità aziendali e normativi più recenti.
Con la crescente complessità dei componenti moderni, il riutilizzo delle soluzioni progettuali è diventato una considerazione sempre più importante, non solo perché migliora il time-to-market, ma anche perché consente a team più piccoli di lavorare su prodotti complessi. Riutilizzando soluzioni già collaudate, i team evitano di reinventare la ruota. Accelerano lo sviluppo e riducono gli errori, aumentando l’affidabilità, favorendo la standardizzazione e supportando la scalabilità. Il riutilizzo delle soluzioni progettuali incoraggia anche la condivisione delle conoscenze tra i team, semplifica la manutenzione e promuove produttività e innovazione, consentendo ai progettisti di concentrarsi su nuove sfide.

Limitazioni del sourcing strategico
Purtroppo, questa tendenza degli ingegneri a privilegiare le prestazioni a livello di sistema piuttosto che la perfezione a livello di componente può avere dei lati negativi. Questo approccio ha spesso comportato la rinuncia a funzionalità avanzate e ha avuto un impatto negativo sull’innovazione, che è linfa vitale per il settore dei componenti elettronici e il cui sviluppo, invece, si dovrebbe agevolare in ogni modo.
È chiaro, quindi, che i produttori di componenti devono offrire più di un prodotto tecnicamente superiore se vogliono che i loro componenti si distinguano e vengano scelti. Devono anche fornire servizi a valore aggiunto per ingegneri e produttori, come supporto alla progettazione, toolkit, formazione e documentazione dettagliata per un’integrazione e una risoluzione dei problemi più efficienti.
Ingegneri e OEM desiderano sempre più sfruttare servizi che semplifichino lo sviluppo dei prodotti e riducano il time-to-market. Vogliono inoltre instaurare e investire in partnership solide e di lungo termine con i team di progettazione e gli OEM per ottenere il massimo da ciascuno. È fondamentale favorire la fiducia e ridurre qualsiasi tipo di “attrito” nei cicli di progettazione. La comprensione reciproca è essenziale per costruire questa fiducia e incoraggia l’innovazione collaborativa. I produttori che si integrano nel processo di sviluppo sono in grado di anticipare meglio le esigenze e adattare le proprie offerte. In definitiva, tutte le parti possono diventare alleati indispensabili per fornire soluzioni ad alte prestazioni e pronte per il futuro.
Oggi stiamo assistendo a un cambiamento nella definizione di prodotto “migliore”. È più importante che mai adottare una visione lungimirante e considerare non solo le specifiche tecniche nella selezione dei prodotti, ma anche tutti gli altri fattori citati.
Il processo di una selezione lungimirante deve andare oltre concetti come disponibilità a lungo termine dei componenti, stabilità del fornitore, compatibilità con le piattaforme esistenti e scalabilità. Una selezione veramente lungimirante significa adottare un approccio olistico per valutare il contesto più ampio, come la resilienza della catena di fornitura, l’allineamento alle roadmap e il costo totale di proprietà. Questo approccio garantisce che i prodotti non solo soddisfino le esigenze tecniche attuali, ma supportino anche l’innovazione sostenibile e la continuità operativa nel tempo.
Coinvolgimento anticipato
È evidente la necessità che il procurement si inserisca fin dalle prime fasi del processo di progettazione ingegneristica e influenzi la selezione dei fornitori, garantendo il pieno allineamento tra obiettivi tecnici e commerciali. La collaborazione anticipata consente di prendere decisioni più intelligenti e di allineare i requisiti tecnici alle realtà commerciali. Favorisce una gestione proattiva dei rischi e trattative più efficaci, assicurando che i fornitori scelti possano supportare innovazione, scalabilità e obiettivi di business a lungo termine.
Il cambiamento verso una minore priorità di acquisto del prodotto tecnicamente migliore avrà un impatto significativo sul settore, poiché l’innovazione non sarà più focalizzata sulle caratteristiche e funzionalità dei componenti, ma piuttosto sull’allineamento agli obiettivi aziendali di lungo periodo.
In Farnell, il nostro impegno è consentire a tutti gli stakeholder (in ingegneria, procurement e produzione) di beneficiare delle soluzioni più avanzate disponibili, senza compromessi nella selezione dei prodotti. Mettiamoci tutti nella condizione di poter raggiungere obiettivi strategici e policy, riducendo al minimo i problemi di progettazione e, allo stesso tempo, garantendo sempre l’installazione del miglior prodotto possibile in dispositivi che hanno il potenziale di cambiare il mondo.
Per ulteriori informazioni, visita il sito https://it.farnell.com.
